UDIENZA DAL CARDINALE ANGELO SCOLA

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Un clima di calda accoglienza e di speranza aleggiava durante l’udienza del Cardinale Scola nella sede dell’Arcivescovado di Milano. Erano presenti i rappresentanti dell’AIMC(Associazione Italiana Maestri Cattolici) e dell’UCIIM( insegnanti scuola media) nell’ora e nel giorno stabiliti: 19 dicembre ore16,30. La sala del ricevimento , maestosa nella sua bellezza architettonica e ornamentale, ha contribuito a fare fluire le parole verso l’obiettivo comune:il bene degli alunni in un sistema scolastico nell’ottica del cambiamento di qualità. Le due associazioni degli insegnanti hanno esplicitato le difficoltà e le problematiche che attraversa la scuola in una società liquida i cui soggetti educanti sembrano aver sfuocato valori, obiettivi e programmi educativi condivisi per la formazione globale e unitaria degli alunni.
Il Cardinale con pacatezza e condivisione ideologica ha esternato la sua vicinanza agli insegnanti e al mondo della scuola, prendendo le distanze dalla frammentazione del sapere e indicando nell’interazione della Comunità educante, la strada maestra per concorrere a una positiva evoluzione della personalità e del sapere degli studenti.
Nell’insegnamento, ha continuato il Cardinale, bisogna partire dal patrimonio esperienziale dei bambini e dal loro desiderio di comprendere per renderli consapevoli dei loro dinamismi mentali e aiutarli a allo sviluppare in modo armonico le conoscenze costitutive del vero sapere. Ci si è trovati tutti d’accordo che per realizzare tali obiettivi devono assumere un ruolo fondamentale i docenti e tutti i soggetti deputati all’educazione, compresa la Chiesa che, sensibile alle esigenze educative dei bambini, ha messo in campo iniziative in ambito pastorale per dare il suo contributo fattivo al miglioramento della scuola in cui nessuno deve essere “perduto” e in cui tutti devono avere l’opportunità di un’educazione inclusiva in un sistema integrato e unitario.
Emanuele Verdura

RIFLESSIONE SUL DOCUMENTO “LA BUONA SCUOLA”

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L’AIMC (Associazione Italiana Maestri Cattolici) sta partecipando attivamente al dibattito pedagogico e di sistema sul documento “la buona scuola”lanciato dal governo attraverso la rete on-line. È un modo nuovo di consultazione in cui sono coinvolti tutti i cittadini oltre che gli operatori della scuola.
Pregi? La possibilità di esprimere liberamente la propria opinione e l’aver scoperto il vaso di Pandora degli annosi problemi esistenti nella scuola: precariato, sicurezza degli edifici, innovazione didattica, valorizzazione della professione docente, trasparenza, alfabetizzazione digitale.
Dubbi? Parecchi. Primo tra tutti il tema delle risorse finanziarie che in-fluenzerà pesantemente la realizzazione del piano del governo per l’assunzione di quasi 150.000 precari, per la formazione dei docenti e per la messa in sicurezza degli edifici.
Gli obiettivi sono sicuramente condivisibili ma le legittime e logiche per-plessità nascono a causa dell’allarmante quadro di recessione che sta vi-vendo l’Italia e l’intera comunità europea.
Ci si chiede da chi e come sarà considerata la parola dei singoli cittadini dopo la consultazione diretta che ha bypassato la rappresentanza sia isti-tuzionale (Parlamento, sindacati), sia informale (associazioni professionali e di categoria)?
Per entrare nel dettaglio del documento, la scelta di inserire nei curricoli nazionali alcune discipline con valenza pratica condizionerà l’organizzazione del curricolo e del tempo scuola per i quali occorrono spazi e strumenti adeguati di cui oggi le scuole non sono fornite. Come intende intervenire il governo?
Si è scelto inoltre di scommettere, giustamente, sugli insegnanti e preve-dere il loro coinvolgimento nel progetto di miglioramento della scuola at-traverso la formazione e lo sviluppo di carriera legato ad un sistema di crediti. Su quest’ultima sorgono forti dubbi poiché si cancella di fatto il ri-ferimento all’anzianità di servizio e si vincola la progressione stipendiale ai crediti di cui ha diritto solo il 67%. E gli altri? Sono docenti di serie B? Con quale criterio e chi stabilirà quali insegnanti faranno parte dell’area del 67% o del 33%.
Infine da chi sarà formato il nucleo di valutazione, il cui operato influen-zerà il processo di miglioramento della scuola e l’attribuzione dei crediti per l’aumento stipendiale? Come si formerà? Quali competenze dovrà a-vere?
Su questo versante va chiarito e specificato anche il profilo professionale dei dirigenti scolastici ai quali viene chiesto di guidare il piano di miglio-ramento e di concordare le sfide con il territorio e di incentivar gli inve-stimenti degli enti privati per attuare il progetto di miglioramento forma-tivo e strutturale del proprio istituto scolastico.
L’AIMC, nell’incitare il personale scolastico a leggere attentamente il do-cumento “la buona scuola”, invita tutti i docenti ad essere pienamente consapevoli della centralità del loro ruolo e della necessità di confrontarsi con i colleghi e con le associazioni di categoria, al fine di favorire la cresci-ta umana di ciascun alunno, i cui capisaldi dovranno essere costituiti dalla didattica innovativa e dalla creazione di relazioni empatiche e significative.

 Emanuele Verdura

Sulla scuola non ci si può dividere

 

L’Associazione Italiana Maestri Cattolici (AIMC) esprime forte preoccupazione per il clima di contrapposizione che ha ispirato e accompagna l’ormai prossimo appuntamento referendario comunale della città di Bologna di fine maggio. Alla base dell’istanza del comitato promotore vi è una posizione che, a giudizio dell’Associa-zione, risente di un’evidente, malcelata e antistorica deriva ideologica, che interpreta in “laicite” il giusto e irrinunciabile principio di “laicità” della Repubblica che caratterizza la nostra Carta costituzionale.
Il quesito referendario sembra non tenere conto dell’evoluzione normativa nel nostro Paese e di concreti e inconfutabili dati di realtà. Contrapporre scuola statale e paritaria comunale a scuola paritaria privata significa non aver metabolizzato adeguatamente il dettato della Legge 62/2000, ulteriormente ribadito nelle recenti Indicazioni nazionali per il curricolo. Una norma “laica” che riconosce la funzione pubblica dell’istituzione scolastica a prescindere dall’ente gestore (Stato, Comune, privato). Un principio che pone al centro non “il chi fa”, ma il “per chi si fa” scuola: il bambino.
Ciascun soggetto in formazione ha il diritto costituzionale ad avere un’istituzio-ne scolastica che lo accolga e lo accompagni nel percorso di crescita e di umanizzazione. È importante poter contare su una scuola vera e di qualità. I dati confermano che, senza le migliaia di scuole paritarie, la Repubblica non potrebbe ottemperare al proprio mandato di occuparsi di tutti senza dimenticarne qualcuno, anzi molti. Lo sviluppo del sistema pubblico integrato garantisce la possibilità di andare incontro alle esigenze delle famiglie nel rispetto della libertà di scelta educativa. La mancata generalizzazione della scuola dell’infanzia dipende dall’atavica mancanza di fondi, oltre che da volontà politica e, non certo, dalla presenza delle scuole non statali.
L’AIMC richiama tutte le forze e i soggetti in campo a riflettere sulla necessità di non considerare la Scuola terreno di divisione, ma di unione, non campo di battaglia ideologico, ma free zone di collaborazione, non istituzione su cui si fanno i conti, ma su cui si conta per il futuro e la crescita dell’Italia. Il momento storico, proprio perché fortemente condizionato dalla crisi economica, chiama a responsabilità e a considerare la scuola di tutti e per tutti e, proprio per questo, bene pubblico da difendere e promuovere.

La presidenza nazionale AIMC

Roma, 16 maggio 2013

Papa Francesco, un grande carisma

PapaFrancesco.jpgL’Associazione Italiana Maestri Cattolici (AIMC) rivolge un caloroso saluto a sua Santità che, sin dalle prime parole, ha esercitato il suo carisma pastorale, riorientandoci al valore della preghiera, dell’umiltà, della fratellanza e comunione nella carità.
Ci uniamo a tutta la Chiesa nel dare il benvenuto a Papa Francesco che, con semplicità, ha invitato l’intera piazza S. Pietro a pregare per lui, emozionando i fedeli quando, durante un silenzio orante, si è inchinato per ricevere in dono la vicinanza spirituale dei credenti nella Sua missione petrina.
Papa Francesco, Vescovo della Chiesa di Roma, da oggi sarà guida e riferimento per la nostra azione associativa che come carisma particolare si dedica alla formazione dei docenti e dirigenti  di scuola, attingendo pensiero e forza dal Vangelo e dal  Magistero.
L’AIMC si unisce alle parole già espresse dal Pontefice Emerito Benedetto XVI, rivolgendo al nuovo pontefice “incondizionata reverenza e obbedienza”.
A Lui la nostra preghiera e la nostra vicinanza.

La presidenza nazionale AIMC