La mozione del XX Congresso Nazionale dell’AIMC

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logo_congresso_per_sito_aimc1 Dopo la chiusura del Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Maestri Cattolici dal titolo “Salviamo la Scuola. L’impegno di tutti per il futuro del Paese” tenutosi a Roma dal 3 al 5 gennaio 2014, pubblichiamo Il Documento Programmatico per il quadriennio 2014-2017 che orienterà l’azione dell’Associazione nel prossimo futuro.

Nella Mozione l’AIMC, in continuità con la propria storia associativa, aprendosi a prospettive nuove, condividendo le scelte della Chiesa italiana espresse negli Orientamenti Pastorali 2010-2020 “Educare alla vita buona del Vangelo”, consapevole delle difficoltà del tempo attuale e sorretta dalla speranza che nasce dall’amore di Dio per l’uomo, considera la scuola come investimento e risorsa per lo sviluppo del Paese e indica la necessità di salvare la scuola, attraverso la strategia dell’impegno comune in vista della finalità più ampia che è il futuro del Paese.
Ai lettori, ai docenti e ai dirigenti scolastici, ai genitori, agli studenti e a chi ha a cuore la scuola chiediamo di esprimere il proprio commento.
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Quale futuro per la scuola (pubblica)

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libro manzini.jpgPresentazione del libro di Gianni Manzini

QUALE FUTURO PER LA SCUOLA (PUBBLICA)
Ed. Rosemberg & Sellier
Lunedì 25 novembre 2013 ore 17.00 Via S.Antonio 5, Milano (MM1 Duomo, MM3 Missori)

Intervengono:

Renata Viganò Ordinario di Pedagogia Sperimentale all’Università Cattolica;

Enrico Lenzi Giornalista di Avvenire;

Gianni Manzini già Sottosegretario Ministero Pubblica Istruzione.

Partecipano i responsabili di: A.I.M.C., U.C.I.I.M., A.N.A.P.S., F.I.S.M.

Il volume sarà disponibile presso la libreria In Dialogo, stessa sede.

Per conferma e info: giuseppebonelli@fastwebnet.it

Salviamo la scuola. L’impegno di tutti per il futuro del paese

aimc,docenti,dirigenti scolastici,scuola,congresso regionale lombardia,congresso nazionale aimcDomenica 10 novembre l’Associazione Italiana Maestri Cattolici della Regiona Lombardia celebrerà il Congresso Regionale dal tittolo: Salviamo la scuola. L’impegno di tutti per il futuro del paese.


Sarà presente il nuovo Assistente Nazionale AIMC Padre Salvatore Currò e la Vicepresidente Nazionale Fiorella Magnani.


L’avvio dei lavori è previsto alle ore 9.30 con l’intervento dell’Assistente Nazionale sul tema congressuale e la relazione della Presidente Regionale Disma Vezzosi.


Nel pomeriggio oltre all’intervento della Vicepresidente nazionale si terrano le votazione per il rinnovo dei membri del Consiglio Regionale e l’elezione del Presidente regionale.


Il Congresso Regionale costituisce un’importante tappa di avvicinamento al Congresso nazionale che si terrà a Roma dal 3 al 5 gennaio 2014.


Tutti i docenti e i dirigenti della scuola lombarda sono invitati.


Nello specifico il XX Congresso nazionale dell’AIMC sin dal titolo evidenzia una necessità: SALVIAMO LA SCUOLA. Si tratta di un’azione complessa perché si confronta con diverse interpretazioni della situazione esistente, caratterizzata da un continuo divenire in cui convivono aspetti che, ad alcuni appaiono più problematici, mentre per altri sono più promettenti.


Scarica Programma

Il sottotitolo del XX Congresso afferma la necessità di una collaborazione condivisa, quasi a rimarcare che la scuola è bene di tutti e che, al suo interno, nell’identità dei ruoli e nella loro reciprocità, è possibile maturare e vivere atteggiamenti e azioni che esprimono il senso della responsabilità, della cittadinanza e della democrazia che, a loro volta, sostengono il vivere di una comunità educante e di un Paese.

Il riferimento al Paese conferma alla scuola una posizione di valore.
La più ovvia deriva dal fatto che, accompagnando la crescita delle nuove generazioni, la scuola contribuisce a garantire il divenire della comunità sociale. Contemporaneamente, l’orientare l’impegno al Paese per accompagnarlo nel suo futuro porta a interrogarsi e a individuare gli elementi significativi che lo caratterizzano, sui quali occorre fare perno per il suo rinnovamento.
Su quest’orizzonte si collocano questioni di fondo che il tema pone al dibattito precongressuale nelle realtà territoriali associative – quale scuola, quale Paese, quale rapporto scuola/Paese – e altre
più orientate alla concretezza – quale impegno, quali soggetti, quali compiti e responsabilità? –.
Nell’avviare i lavori precongressuali, sembra importante riflettere sull’atteggiamento da assumere: collocarci in linea di continuità con la storia associativa passata, nel darle valore, presenta il rischio di rendere faticoso volgere lo sguardo al domani. La scelta di proporre di “salvare la scuola” nella prospettiva del futuro del Paese, evitando la tentazione di un ritorno al passato, inserisce la riflessione nella dinamica del divenire, che porta a considerare l’esistente e i processi di cambiamento che lo caratterizzano.
La spinta al rinnovamento, a volte, s’impone in maniera urgente e necessaria ed è espressa con parole forti (rottamazione, piazza pulita, tutti a casa!…); altre volte si presenta con modalità meno evidenti ma, ugualmente, modifica atteggiamenti e comportamenti; altre volte, coinvolge la dimensione più intima, il cuore e la coscienza di ciascuno ed è espressa nei termini della conversione, come prospettiva del volgersi verso qualcosa d’altro.
In passato, spesso tale spinta ha portato a privilegiare l’uso di schemi antitetici, quali vecchio-nuovo, bene-male, meglio-peggio, positivo- negativo…, costringendo a scelte alternative. Oggi, la possibilità del confronto è molto più aperta e chiede di oltrepassare la logica della contrapposizione. In altre parole, si può dire che una delle difficoltà del tempo presente sta nel fatto che, in assenza di punti condivisi
da cui partire, il cambiamento si pone più come prospettiva che va conosciuta nel suo irrompere nella vita quotidiana e gestita con responsabilità nel suo costruirsi.

Ci sostiene un valore forte che, pur non essendo espressamente dichiarato nel titolo del XX Congresso nazionale, tiene insieme il tutto: la persona.

La scuola è luogo di incontro, di relazioni e di crescita delle persone mediante la cultura.

L’impegno di tutti coinvolge le persone, come singoli e come gruppi.

Il Paese è il contesto in cui le persone realizzano in senso pieno la propria vita e che ha la responsabilità di favorire questo processo per ciascuno.

La persona, la sua formazione come uomo e cittadino, è il fine della scuola che motiva l’agire quotidiano. Per i laici impegnati nella realtà temporale, la persona è immagine di Dio, espressione del suo amore e orienta il nostro “operare in solidarietà nella scuola e nella società secondo i principi del Vangelo” (Statuto, art. 1).

Scarica documento congressuale

Criteri di valutazione delle prove scritte del concorso per dirigenti scolastici

L’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia ha pubblicato giovedì 31 ottobre i criteri di valutazione delle prove scritte del Concorso per dirigenti scolastici deliberati dalla Commissione d’esame prima dell’inizio delle operazioni medesime. E’ un passo verso la trasparenza delle procedure di svolgimento del concorso che speriamo porti un po’ di serenità e di determinazione verso la conclusione dopo le note vicende che hanno tormentato tutto l’iter concorsuale nella nostra regione.

Criteri di valutazione

La tradizione della fede e il riscatto dell’educazione

pierangelo sequeri,scuola,insegnamento,docenti,dirigenti scolastici,associazione,aimc,chiesa,educazione,fede«A noi cristiani è rimasto un unico segmento di iniziazione, la scuola. Non siamo più in grado di affrontare i nostri figli, ma essi vanno affrontati, ed è il nostro lavoro per onorare la serietà di quello che abbiamo loro consegnato. E non siamo neppure più in grado di proteggerli, eppure dobbiamo proteggerli. Ora, il segmento scolastico è l’unico punto di iniziazione che ci è rimasto, ed è strategico. In esso il cattolicesimo deve porre i migliori. I ragazzi non lo ammetteranno mai, ma se incontrano un insegnante competente e creativo, attraverso qualsiasi materia scolastica si potrà introdurre il giovane nell’umanità del mondo, persino nello Spirito Creatore del mondo. I ragazzi non aspettano altro, anche quelli che giudichiamo molto distanti. Nel segmento scolastico bisogna però inserire i migliori, allenarli affinché diventino professori di scuola e di università. Bisogna rinforzare il segmento scolastico perché è più strategico di quello del divertimento e del tempo libero. L’impianto disciplinare costringe in qualche modo ad occuparsi dell’oggetto e non di sé. Gli oggetti della vita e del pensiero sono straordinari, per essi necessita un autentico innamoramento e questo è un enorme antidoto. Là dove la scuola possiede tale forza, la pervasività del sistema viene arginata. Solo in questo modo si può incrinare il suo potente sistema omologatore. Bisogna invadere l’istituzione pubblica con alta qualità individuale. Oggi conta l’autorevolezza del singolo. È necessaria una grande passione educativa, e in questo settore abbiamo delle concrete possibilità. I migliori vanno assegnati a questo obiettivo a breve termine. Questo, lo ripeto, è un elemento strategico perfettamente compatibile con il progetto cristiano, perché è ancora in grado di resistere a quell’effetto di omologazione che, se non contrastato, è destinato ad invaderci quasi senza accorgercene. La considero una sfida appassionante, genuinamente cristiana e cattolica, perfettamente allineata a quella tradizione del cattolicesimo che non ha mai snobbato l’istituzione e che da sempre sa che la grazia e l’istituzione operano insieme. La grazia produce entusiasmo, ma il lavoro si può portare a compimento unicamente intrecciando l’operato delle due componenti atte a generare il successo» .


Pierangelo SEQUERI, La tradizione della fede e il riscatto dell’educazione, in A. BOZZOLO – R. CARELLI (ed.), Evangelizzazione e educazione, 452-462: 461.

«Negli ultimi tempi, noi stessi abbiamo mancato di rigore e di slancio, in contrasto con la grande tradizione europea, e anche italiana, di insegnanti cristiani di personalità solida, passione educativa e competenza impeccabile. La scuola è l’unico segmento istituzionale di iniziazione ad un umanesimo condiviso che sia rimasto. Tutto il resto è “fai da te”, peer group, media-video. È un nodo strategico e i ragazzi, sfiduciati e sfilacciati come sono, si aspettano moltissimo: non appena compare un insegnante come si deve, la polarizzazione è altissima, imprevedibile, commovente. […] Nella scuola dobbiamo mandarci i migliori che abbiamo: non venditori o rappresentanti di immaginette e slogan, ma gente che domina il sapere e ha passione per servire lo spirito. E dobbiamo sostenere questi. E sostenere questo. Non sono la predichetta furba o il giovanilismo mistico che fanno la differenza. Un insegnante, di qualsiasi disciplina, ti può cambiare la vita spiegandoti il corso di un fiume. Non è l’apologetica della religione, il punto. È l’apologetica del sapere, del pensare, del lavoro della mente e del coinvolgimento delle passioni dello spirito che ti cambia la vita. I ragazzi lo sanno, infallibilmente, per istinto. Gli adulti ci credono poco. E al fatto che possa accadere ai ragazzi, non credono per niente. Questo li indebolisce: la parte pavida e parassita dell’adolescenza è incoraggiata a prendere il sopravvento. I ragazzi, aizzati dagli adulti all’opportunismo più redditizio possibile, cedono ad essa. Ma ci disprezzano per questo» .


Pierangelo SEQUERI, Intorno a Dio. Intervista di Isabella Guanzini, La Scuola, Brescia 2010, 26-27.